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Cessione del Credito

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Breve descrizione Cessione del Credito

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Descrizione

La cessione del credito è un contratto mediante il quale un soggetto, che ha un debito nei confronti di un altro soggetto, estingue questo debito, trasferendogli un credito che vanta, a sua volta, nei confronti di un terzo soggetto.

I soggetti coinvolti nel contratto, quindi, sono:

  • Il cedente (l’originario titolare del credito che viene trasferito)
  • Il cessionario (il nuovo acquirente del credito, nonché creditore del cedente);
  • Il ceduto (debitore del cedente)

Per la cessione del credito non è necessario il consenso del debitore ceduto, in quanto si ritiene che, generalmente, sia indifferente, per quest’ultimo, effettuare il pagamento ad un soggetto piuttosto che un altro. Non possono, tuttavia, essere oggetto di cessionei diritti di carattere strettamente personale come ad es. i crediti alimentari e quelli indicati dall’art. 1261 c.c.

Il debitore ceduto, pur non essendo direttamente partecipe alle trattative sulla cessione del creditodeve comunque essere portato a conoscenza della cessione del credito per sapere nei confronti di chi dovrà eseguire la sua prestazione.

E’ importante sapere che al cessionario si trasferisce il credito con tutti i diritti che spettavano al titolare originario, come privilegi, garanzie personali e reali e altri accessori, ma, allo stesso tempo, il debitore ceduto potrà opporre al cessionario tutte le eccezioni che poteva opporre al debitore.

A titolo gratuito oppure oneroso:

La cessione del credito può avvenire sia a titolo oneroso (cioè dietro il pagamento di un corrispettivo in denaro), che a titolo gratuito. Quando è a titolo oneroso, il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito al tempo della cessione; ciò a causa del fatto che riceve un corrispettivo per la cessione stessa. La garanzia potrebbe anche essere esclusa per espressa previsione, ma il cedente resterebbe comunque obbligato se il mancato adempimento fosse a lui in qualche modo addebitabile.

Quando la cessione è a titolo gratuito, invece, si giustifica una minore garanzia a favore del cessionario ed essa sarà dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l’evizione.

La cessione del credito può essere di due tipi:

  • Pro Soluto, quandoil creditore cedente garantisce al cessionario soltanto l’esistenza del creditoe non garantisce, invece, che il debitore eseguirà la sua prestazione. Il rischio dell’inadempimentopassa, quindi, sul cessionario.
  • Pro Solvendo,quando il creditore cedente deve garantire sia l’esistenza del credito, che la solvibilità del debitore. Se il debitore ceduto non paga, quindi, il cessionario avrà diritto di ottenere la prestazione dal cedente. Questa garanzia cessa, tuttavia, se la mancata soddisfazione del credito, per insolvenza del debitore, è dipesa da negligenza del cessionario nell’iniziare o proseguire le istanze contro il debitore stesso.

La differenza fra questi due diversi tipi di cessione, com’è facilmente intuibile, è di notevole importanza. Spesso accade, infatti, che il cedente, senza comprendere appieno il significato (e soprattutto le conseguenze) di una cessione pro solvendo, si ritenga liberato dal debito per il solo fatto di aver ceduto un suo credito e si ritrovi, invece, a vedersi presentato il conto da parte del cessionario che, per ragioni estranee ad una sua personale responsabilità, non sia riuscito ad ottenere la prestazione che gli spettava.

Cedente e ceduto potrebbero anche aver, a suo tempo, escluso la cedibilità del credito, ma questo accordo non sarà eccepibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione.

Esempi:

La cessione del credito è un contratto che si usa spesso nell’ambito dei sinistri stradali, quando il proprietario dalla vettura danneggiata trasferisce il diritto al risarcimento, che vanta nei confronti dell’assicurazione, al carrozziere che effettua la riparazione.

Un altro esempio si ha quando un’azienda che sta per chiudere, per definire con sollceitudine i rapporti attivi e passivi, cede i propri crediti ad un’altra società nata, magari, dalle ceneri della prima.

Anche le banche ricorrono spesso a tale tipo di contratto quando erogano del denaro ai loro clienti (cedenti) ed acquistano, da questi, un credito di importo maggiore rispetto agli importi erogati (così da avere un guadagno sulla differenza). In questo modo i clienti dell’istituto di credito avranno il vantaggio di poter contare su una immediata disponibilità economica che altrimenti non sarebbe stata loro concessa.

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